Visualizzazione post con etichetta Fondazione Museo Civico di Rovereto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fondazione Museo Civico di Rovereto. Mostra tutti i post

lunedì 9 maggio 2016

Laboratorio "La canzone delle stagioni" 2016

Venerdì 29 aprile e 6 maggio, alla Scuola dell’Infanzia di Luserna, Luca Brunoro, equipaggiato di chitarra e stereo, ha accompagnato i bambini alla scoperta delle quattro stagioni. Come per Mimolamusica, anche La canzone delle stagioni, un laboratorio proposto da Aperta-Mente. La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza, parte dall’idea di coniugare l’educazione motoria e musicale in un originale strumento didattico. 

L’attenzione, la capacità di ascolto, la coordinazione necessari per eseguire un gioco musicale di gruppo sono le stesse facoltà cognitive che, se esercitate nel modo giusto, servono nello studio individuale e nell’organizzazione del lavoro di squadra. I contenuti delle quattro tracce musicali incise da Luca sul tema delle stagioni non sono né difficili né inconsueti: ogni stagione viene descritta nelle sue caratteristiche climatiche, immaginandola come una figura umana diversamente abbigliata. 

Per ogni stagione, inoltre, si citano i frutti e i prodotti che maturano nel corso di essa, quali attività umane vi si associano e cosa maggiormente le simboleggia. La primavera sarà rivestita di fiori e rappresenterà il risveglio della natura ma anche dei sentimenti. L’estate, torrida, verrà identificata col mare e le vacanze, con i diversi frutti e cereali che riempiono i campi insieme alle cicale. L’autunno porterà una pioggia di gocce e di foglie colorate, oltre che di grappoli appena spremuti. L’inverno, un po’ freddo e altero, sarà un vecchio signore vestito di neve, silenzioso come il letargo degli animali e al contempo pungente e divertente sul volto dei pupazzi e dei bambini che li costruiscono. 

Tutte queste notizie si possono tranquillamente leggere su un libro, provare a impararle a memoria e quindi uscire a giocare. Luca coordinatore della Sezione Musica, Teatro e Natura della Sezione Didattica della Fondazione Museo Civico di Rovereto, invece, ci propone un laboratorio che non tenga separati i due momenti. All’inizio bisognerà riscaldarsi un po', sgranchire le gambe e le orecchie e aprire bene gli occhi. Poi, una alla volta, le stagioni vengono raccontate con le immagini che andremo a mimare. Si fanno un po' di prove dei movimenti, gesti che non sono una semplice imitazione, ma anche un'interpretazione simbolica di come l'uomo identifica i quattro periodi dell'anno. 

Ad ogni gesto sono accompagnati uno o più versi della canzone, allenando in questo modo la memoria per associazione. Bisogna fare un po' di prove per riuscire ad essere coordinati, accompagnati anche dalla chitarra, finché non arriva il momento di una prova generale con le tracce registrate da Luca. Questa lunga e articolata filastrocca in musica, al termine del laboratorio, viene anche rappresentata su un foglio ripiegato in dodici quadrati, sicché spiegandolo uno alla volta avremo ben in vista i disegni dei dodici "frutti" delle stagioni che i bambini si sono divertiti a tracciare a matita. 

E' davvero molto varia e coinvolgente questa attività che sa mescolare leggerezza e concentrazione, impegno e divertimento. Bisognerà fare qualche richiamo per chi non è troppo attento, bisognerà ripetere e ripetersi, ma alla fine si arriva sempre a sorridere, saltare e cantare, a raccontare le cose che si conoscono e a fare domande su quelle appena scoperte. L'ambiente della musica per gioco è davvero malleabile e non si limita al momento del laboratorio. 

C'è infatti una filastrocca per salutarsi al termine dell'attività, rimettersi tutti in fila e tenere "l'acqua in bocca" per sfidarsi a chi farà più silenzio, mentre, tutti ordinati, i bambini si apprestano a salutare Luca per andare a pranzo. 

E' una cornice particolare la scuola dell'infanzia di Luserna: un po' sperimentale nell'ospitare insieme bambini da uno a sei anni; un po' curiosa con l'interessante presenza del cimbro sui cartelloni delle stanze come sulle labbra di alunni e insegnanti. Ma, soprattutto, questa scuola è una grande casa comune, nella struttura come nello spirito, dove si nota una certa differenza rispetto ai soliti edifici scolastici e dove è quasi immediato, anche per me, sentirsi ospiti di tanti amici.


Cronaca di Alessandro B. per Aperta-Mente. La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza

venerdì 29 aprile 2016

Laboratorio "Un mondo a colori"

Giovedì 28 aprile la classe I elementare di Folgaria, accompagnata dalle maestre Annamaria e Agnese, è scesa a Rovereto per assistere,  presso il Museo Civico, al laboratorio Un mondo di colori. In linea con l’impostazione di Aperta-Mente. La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza circa le diverse, e possibilmente originali, strade della divulgazione scientifica, l’attività era strutturata in due momenti molto differenti fra loro ma davvero efficaci nel richiamare i rispettivi contenuti. Inizialmente siamo stati accompagnati nel planetario dove l’operatrice del museo ci ha svelato il significato del nome del nostro laboratorio. 

“Un mondo di colori” che saremo andati a scoprire non è altro che il nostro pianeta. Osservando una fotografia satellitare della Terra, i bambini dovevano provare a rispondere come mai si possono vedere zone blu e zone verdi, oppure altre gialle, marroni e bianche. “C’è tanto blu perché c’è il mare e c’è tanto giallo perché ci sono… le spiagge!”

Beh, non soltanto quelle. Ci sono i deserti e le foreste e i ghiacci perenni, ma anche le nuvole. E il cielo? Come mai, nelle diverse ore del giorno e della notte, il cielo assume sfumature di colore tanto diverse? Con delle belle fotografie proiettate sulla parete del planetario scopriamo che c’è differenza tra i colori dell’alba e del tramonto e che di ciascuna di esse esistono molte varianti. Un’aurora può spaziare dal viola al giallo oro passando per numerose tonalità di rosso e di arancione. Ma perché mai il cielo è colorato di giorno e non di notte? 

Foto fonte web

È tutto merito dell’aria. “Forse perché l’aria, soffiando, spinge giù i raggi del sole?”- ipotizza qualcuno. L’atmosfera, cioè l’aria che sta tutta intorno alla Terra come una specie di coperta, filtra la luce “colorando” l’aria. E di notte? Com’è l’aria senza colore? “Triste!” esclama qualcuno. “Non ci piace…” aggiunge qualcun’altro. In verità l’aria non ha alcun colore, è trasparente. E per questo motivo di notte, quando il sole è nascosto a noi, riusciamo a vedere il “vero” colore del cielo: il buio e le luci delle stelle. Di notte, infatti, non è più come se guardassimo attraverso il vetro opaco di una finestra chiusa ma è come se la aprissimo. 

E sono proprio le stelle che ora vogliamo vedere: siamo entrati nel planetario apposta! Così si spengono le luci e un proiettore simula il variare del cielo sopra Rovereto nelle diverse ore del giorno. A mano a mano che osserviamo il sole compiere il suo arco, l’oscurità si fa sempre più fitta ma mai totale. Purtroppo anche il planetario ci ricorda il problema dell’inquinamento luminoso ma con un po’ di magia possiamo spegnere tutto ed ammirare il pieno cielo stellato proprio come se fossimo in un prato d’alta montagna. 

Ora le esclamazioni di meraviglia si sprecano e ci viene insegnato come individuare la stella polare moltiplicando per cinque volte la distanza che separa Dubhe e Merak, le stelle frontali del Carro Maggiore. Accelerando il trascorrere della notte è ben visibile anche l’apparente fissità della Polare mentre tutto intorno a lei si proiettano le costellazioni rotanti dello zodiaco.

Al termine della visita al planetario, siamo tornati all’interno del museo per salire al terzo piano, dove Paola Conzatti ci aspettava per la seconda parte del laboratorio, tutto incentrato sulla pittura. Ma non avremmo dipinto un tema qualsiasi, bensì il giorno e la notte, scoprendo quali tecniche ci permettono di riportare al meglio quei colori del mondo di cui abbiamo appena scoperto i segreti. Davanti ad ognuno di noi c’era una tavoletta di compensato con due cartoncini per acquerello. 

Il cartoncino per disegnare il giorno era tutto bianco; Paola ci ha dato la libertà di sbizzarrirci nel creare albe e tramonti con le matite acquerellabili, che poi abbiamo sfumato andando a ripassare con un pennello umido. “È molto importante!, ha sottolineato Paola, “non lasciare nessuno spazio bianco”. Infatti nel cielo di tutti i giorni non esiste alcuno spazio vuoto di colore, tra l’azzurro lassù e il verde o il marrone del suolo. 

Foto fonte web

Per disegnare la notte, invece, il nostro cartoncino è stato spennellato con due mani di acquerello sciolto blu scuro, poi una piccola spennellata di verde ha fatto da terreno di partenza: soffiando sul colore ancora fresco con delle cannucce, le goccioline si sono allungate e si stiracchiate in tutte le direzioni, andando a creare delle sagome intricate simili a degli alberi frondosi nell’oscurità. La luna e le stelle invece sono apparse, alla fine, grazie ad una vera e propria magia. Su ogni cartoncino Paola aveva applicato in precedenza della mascheratura per acquerello, una specie di gomma con la quale ha ricreato la mezzaluna e tante piccole stelle. 

Una volta che l’acquerello si è asciugato, la mascheratura si è staccata facilmente lasciando una piccola astronomia in negativo, perfettamente bianca come il cartoncino, risaltante come la luce pallida delle stelle. Purtroppo il tempo è passato in fretta ed è arrivata in un baleno l’ora di ripartire per Folgaria; il cielo si è fatto grigio ed inaspettatamente freddo per la fine di aprile. 

Eppure presto torneranno le giornate assolate di primavera e guardando lassù non vedremo più soltanto una calotta azzurra, ma un’infinita coperta d’aria colorata dal sole.


Cronaca di Alessandro B. per Aperta-Mente. La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza

mercoledì 22 luglio 2015

Laboratorio di Robotica

Appuntamento con i robot! Anzi, appuntamento doppio. Le operatrici e gli operatori della Sezione Robotica e Fisica della Fondazione Museo Civico di Rovereto sono sbarcati sull’Alpe Cimbra, accogliendo l’invito estivo di Aperta-Mente. La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza.




Un doppio appuntamento, si diceva, per un pomeriggio che ha visto bambini e bambine, ragazzi e ragazze di diverse età confrontarsi con i robot e scoprire il loro mondo. Per capire cosa sia una struttura robotica capace di autonomia e cosa significhi programmarne una! 




Le foto sono pronte a raccontarci il pomeriggio... meglio delle parole! Clicca qui per vederle! 

giovedì 9 aprile 2015

Laboratorio "La canzone delle stagioni"

Appuntamento con le stagioni e la musica. I bambini e le bambine delle Scuole dell'Infanzia, guidati da Luca Brunoro, coordinatore della Sezione Musica, Teatro e Natura della Sezione didattica della Fondazione Museo Civico di Rovereto, potranno partecipare al laboratorio dal titolo "La canzone delle stagioni" proposto da Aperta-Mente tra le attività in calendario. 

Canzoni, arie, strofe ritmate, note e qualche passo di danza per seguire il balletto delle stagioni, il ritmo della natura e il ciclo della vita. Accompagnando le melodie con il movimento, come foglie al vento, come piccole gocce di rugiada, inseguendo la primavera con i suoi profumi, l'estate con il sole e il mare, l'autunno con i suoi colori accesi e l'inverno con i suoi fiocchi di neve.

foto fonte internet


Gli appuntamenti di "La canzone delle stagioni":

> Giovedì 09 e 30 aprile 2015 
presso le Scuole per l'infanzia di Folgaria e Nosellari

 > Lunedì 25 maggio 2015 
presso la Scuola per l'infanzia di Lavarone


> Mercoledì 08 luglio 2015 
presso la Scuola per l'infanzia di Lavarone


giovedì 19 marzo 2015

Laboratorio "Lavorare l'argilla"

"Lavorare l'argilla". Questo il titolo del laboratorio, a cura della Sezione didattica della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Un appuntamento con l'argilla, un elemento naturale, una sostanza minerale che la natura ci regala, per trasformarla in oggetti d'arte o di uso quotidiano, come hanno scoperto oggi gli alunni e le alunne della III classe della Sezione didattica partecipando al laboratorio dedicato a questa attività. 



foto fonte internet


Un incontro con la storia, anzi con la preistoria, e con l'età della pietra nuova, quel Neolitico che vedrà la scoperta dell'argilla e il suo impiego per la produzione di manufatti.
Un momento, quello del laboratorio, per apprendere toccando con mano, grazie alla'attività di riproduzione di un piccolo manufatto da parte dei giovani partecipanti. 



foto fonte internet



Gli appuntamenti di "Lavorare l'argilla":

> Mercoledì 18 marzo 2015 
presso la Scuola Primaria di Lavarone, classe III